Vigília de Páscoa – Cantos

Cristo al morir tendea

Cristo al morir tendea
ed ai più cari suoi Maria dicea:
“Or se per trarvi al ciel dà l’alma e il core,
lasceretelo voi per altro amore?“.

“Ben so che fuggirete,
di gran timore al fin vi nascondrete:
Et ei pur come Agnel che ta ce e more
svenerassi per voi, d’immenso ardore”.

“Dunque, diletti miei,
s’adura croce in man d’iniqui e rei
dà per salvarvi ‘l sangue l’alma e ‘l core,
lasceretelo voi, per altro amore?”.


Attende Domine

Attende Domine et miserere
quia peccavimus tibi

Ad te, Rex summe, omnium Redemptor,
oculos nostros sublevamus flentes:
exaudi, Christe, supplicantum preces.

Dextera Patris, lapis angularis,
via salutis, janua caelestis,
ablue nostri maculas delicti.

Rogamus, Deus, tuam majestatem:
auribus sacris gemitus exaudi:
crimina nostra placidus indulge.

Tibi fatemur crimina admissa:
contrito corde pandimus occulta:
tua, Redemptor, pietas ignoscat.

Innocens captus, nec repugnans ductus,
testibus falsis pro impiis damnatus:
quos redemisti, tu conserva, Christe.


Dal fondo del dolore

Dal fondo del dolore
ti invoco, o mio Signor;
ascolta, o Salvatore,
il grido del mio cuor!
Se guardi le mie colpe
ed ogni iniquità,
Signore nostro Dio
chi mai si salverà?

Signore tu sei buono
tu, nostro Salvator;
pronto è il tuo perdono
anche nel mio timor.
In te la mia speranza
in te, mio Salvator;
attendo la parola
da te, mio Redentor.

Come in oscura notte
s’attende l’alba ognor,
l’anima nel dolore
anela a te, Signor.
Perché presso il mio Dio
immensa è la bontà
e tutti i miei peccati
egli perdonerà.


Caligaverunt oculi mei

Caligaverunt oculi mei a fletu meo:
quia elongatus est a me, qui consolabatur me.
Videte, omnes populi, si est dolor sicut dolor meus.
O vos omnes, qui transitis per viam,
attendite et videte, si est dolor sicut dolor meus.


Tu mi guardi dalla Croce

Tu mi guardi dalla Croce
Questa sera mio Signor,
Ed intanto la Tua voce
Mi sussurra: “Dammi il cuor!”

Questo cuore sempre ingrato
Oh, comprenda il tuo dolor,
E dal sonno del peccato
Lo risvegli, alfin, l’Amor!

Madre afflitta, tristi giorni
Ho trascorso nell’error;
Madre buona, fa’ ch’io torni
Lacrimando, al Salvator!


Voi ch’amate lo Criatore,

Voi ch’amate lo Criatore,
ponete mente a lo meo dolore.

Ch’io son Maria co’ lo cor tristo
La quale avea per figliuol Cristo:
la speme mia e dolce acquisto
fue crocifisso per li peccatori.

Capo bello e delicato,
come ti veggio stare enchinato;
li tuoi capelli di sangue intrecciati,
fin a la barba ne va irrigore

Bocca bella e delicata,
come ti veggio stare asserrata,
di fiele e aceto fosti abbeverata,
trista e dolente dentr’al mio core.

Voi ch’amate lo Criatore,
ponete mente a lo meo dolore.


Crocifisso mio Signor

Crocifisso mio Signor,
o speranza del mio cuor;
frutto sia del tuo patir
il perdono al mio fallir.

Vedi, vedi
qual provo tormento e dolor
al pensar che ti offesi, o Signor.


De la crudel morte del Cristo

De la crudel morte del Cristo
ogn’om pianga amaramente.

Quando Juderi Cristo pilïaro,
d’ogne parte lo circumdaro,
le sue mane strecto legaro,
como ladro villanamente.

Trenta denar fo lo mercato
che fece Juda e fo pagato:
mellio li fora non esser nato
ch’aver peccato sì duramente.

A la colonna fu spolïato,
per tutto ’l corpo flagellato,
d’ogne parte fo ’nsanguinato
commo falso amaramente.

Tutti gridaro ad alta voce:
«Moia ’l falso, moia veloce;
sbrigatamente sia posto en croce,
che non turbi tutta la gente».

Li soi compagni l’abbandonaro,
tutti fugiero e lui lassaro;
stando tormento forte ed amaro
de lo suo corpo per la gente.

Molt’era trista santa Maria
quando ’l suo figlio en croce vedea;
cum gran dolore forte piangea
dicendo: «Trista, lassa, dolente».


Ti adoro, Redentore

Ti adoro, Redentore,
di spine incoronato,
per ogni peccatore
a morte condannato.

Ti adoro, Gesù buono,
schernito, schiaffeggiato,
tu doni il tuo perdono
a chi ti ha flagellato.

Ti adoro, Gesù pio,
in croce immolato;
ripenso nel cuor mio
che tu mi hai tanto amato.

Amen.


Omne homo

Omne homo ad alta voce
laudi la verace Croce.

Quant’è digna de laudare:
core non lo po’ pensare,
lengua ne lo po’ contare,
la verace santa Croce.

Questo legno prezïoso
è ne segno vertüoso,
lo nimico ha confuse
per la forza de la Croce.


Salve caput cruentatum

Salve caput cruentatum,
totum spinis coronatum,
sauciatum, vulneratum
et flagellis verberatum,
facie sputis illita.

Salve, latus Salvatoris,
in quo latet mel dulcoris,
in quo pater vis amoris,
ex quo scater fons cruoris,
qui nos lavat sordidos.


Allora saprete che esisto

Voialtri sulla terra
la croce drizzerete,
del legno del Calvario
il frutto voi vedrete.

«Allora saprete che esisto
– dice il Signor –
che in me l’amore fedele dimora,
come in quest’ora».

Si stenderà il lenzuolo
nella caverna tetra,
si chiuderà il sepolcro
col peso della pietra.

Quando verrete all’alba
il corpo a imbalsamare,
quando vedrete l’alba
degli angeli esultare…

Se ascendo sopra i cieli
di gloria risplendente,
sarò sul tuo cammino
la nube incandescente.